:: Kender ::
Brano tratto dalla deposizione di Bul Kifbriz, in un verbale stilato nel tribunale di Bollaverde.
“…impigliato! Vi dico che è rimasto impigliato nella manica della mia camicia, si è trattato di un equivoco!
Lasciate che vi racconti un episodio analogo accaduto l’anno scorso a mio cugino Lotus: era da poco finito
l’inverno, forse i primi giorni di primavera, insomma estate inoltrata, e il mercato di Bollaverde era colmo
di merci provenienti da tutto il continente. Mio cugino, grande collezionista di oggetti rari, quel giorno era
alla ricerca di qualcosa di veramente speciale da regalare a suo cugino Bul, che poi sarei io. Dopo aver
girovagato una mezza mattinata intera, trovò finalmente quello che stava cercando: uno splendido
candelabro elfico tempestato di lapislazzuli e diamanti. Non ci pensò due volte e decise di acquistarlo, ma
essendo momentaneamente sprovvisto dell’oro necessario, pensò di iniziare a mettere l’oggetto nella borsa
prima che qualcun altro provasse a comprarlo al suo posto.
Era chiaro che sarebbe tornato poco più tardi
con tutto il denaro… Ebbene anche quella volta un membro della mia famiglia si sentì dare del ladro! Dalle
vostre facce si direbbe che quasi non crediate alla mia innocenza… insomma io che ne sapevo che il bastone
impigliato nella mia camicia era proprio quello di uno stregone?!?”

I Kender sono bassi, esili e hanno le orecchie a punta come gli Elfi, sono soliti indossare pantaloni a scacchi o
a righe e camicie di colori vivaci.
Questa razza inizia il gioco con l’abilità Rubare, sono immuni alle chiamate “Orrore!” e “Orrore in
quest’area!” e hanno 9000 punti esperienza liberi.
Come arma tipica usano lo hoopak, un lungo bastone che termina ad Y e che funge anche da fionda.
Secondo un’antica leggenda fu il dio Beldor a creare i Kender mescolando quasi per scherzo le essenze degli
Elfi con quelle degli Hobbit e aggiungendo un “ingrediente” segreto che alcuni sostengono essere stata una
lacrima di Caos, il padre di tutti gli Dei. Il Dio fu talmente soddisfatto e divertito dal suo esperimento che
decise di disseminare per tutta Dogma piccole comunità di Kender. Con suo sommo stupore vide che anziché
aumentare di numero, queste minute creature continuavano a diminuire, cadendo vittime della loro stessa
curiosità.
Eterni fanciulli, ingenui e irrefrenabili, i Kender sono attratti da qualsiasi porta, cassetto, scrigno che possa
essere chiuso a chiave. E’ affascinante vedere come questi esseri si arrovellino il cervello osservando l’interno
delle stanze, cercando di scoprire eventuali nascondigli e passaggi segreti dietro ai quali possono essere celate
chissà quali sorprese.
I Kender sono cleptomani, rubano tutto quello che gli sembra di valore o utile o semplicemente interessante
per poi dimenticarsene, se vengono smascherati sono capaci di chiedersi come tale oggetto sia finito
accidentalmente nella loro borsa.
Più di ogni altra cosa, queste creature sono attratte dalla magia e da tutto quello che potrebbe essere magico,
sfortunatamente a causa della loro personalità “molesta” le Accademie dei Maghi e dei Chierici rifiutano
sovente adepti di questa razza, anche se non è del tutto da escludere la possibilità che entrino a farne parte.
Le divinità venerate dai Kender, Elenwen e Beldor, sono il riflesso della loro personalità profondamente
buona e imprevedibilmente bizzarra.
I Kender, come i bambini, sono immuni alla paura, nemmeno la morte li spaventa, ne sono quasi affascinati
come se fosse la più grande delle avventure, un viaggio unico e incredibile.
I membri di questa razza si
possono trovare in piccole quantità ad Asi, Brommen e Bollaverde, spesso insieme agli Hobbit.