:: Rashiddin ::
Terre Desolate, accampamento Rashiddin
“Hau-dad Shael! Hau-dad Rashid! Il Dio è con noi, possa la sua saggezza vegliare sul nostro sacro conciliabolo. Il Maestro Ismail
ibn Jusef il Moderato non è più, falciato dalle ingannevoli lame degli infedeli. Io dico, un nuovo Maestro dev’essere. Hau-dad lo
voglia, io dico che il mio nome sarà quello del Maestro, perché noi si possa lavare col sangue l’arroganza delle città!” “Hau-dad
Shael, fratello Tariq! Grande è l’onore che abbiamo dimostrato, parandoci in trenta in fronte a duecento! Tu dimentichi però che la
battaglia è stata vinta, gli assassini puniti innanzi agli occhi delle Cinque e del Popolo Nomade, e ora giacciono nella polvere in
compagnia di Ismail, il Maestro.” “E chi altri potrà essere il Maestro, dico io, chi altri possiede la lunga vista di Ismail il
Moderato, che vaga senza requie nel vento, privato della Tunica che sola lo poteva proteggere dalle spine della morte? Nay, non un
Maestro, non un Maestro ma un circolo di tre condottieri, per i giorni di tempesta e per quelli di pace. Così io dico, così dice
Rahmad il condottiero!” “Calma, Rashiddin, calma e pensiero lucido! Dimenticate voi forse che tra le città vi è chi ci è giunto in
soccorso? Dimenticate che il sacrificio del Maestro ha dato gloria a noi tutti, che abbiamo sfidato l’ira delle città e abbiamo
lasciato il campo da vincitori?” “Nay, fratelli, nay! È il momento di agire, le città hanno mostrato di temere la nostra Sacra Furia,
Hau-dad Shael!” “Folle, folle è il tuo pensiero, Tariq, tu forse ignori come far di conto. Molti sono gli armati delle città, pochi i
Rashiddin. La pace, la pace è necessaria per poter…” lungo è ancora il conciliabolo dei Rashiddin

Questa razza inizia il gioco con 12000 punti esperienza liberi, con l’immunità alla chiamata “FUOCO!” e la possibilità di acquisire
l’abilità Furia al livello 7 senza necessariamente appartenere all’Accademia dei Chierici.
Nelle Terre Desolate, tra le pianure del Kethar e la penisola di Killian, vive una tribù di nomadi del deserto di stile “arabeggiante”,
la tribù di Al-Rashid. I rashiddin sono gente dura, irascibile, onorevole, dagli occhi dipinti e il volto e la testa coperti da una velo
bianco, che lascia scoperti solo gli occhi truccati (i rashiddin sangue blu hanno il copricapo nero); il colore delle loro vesti, ampie e
fluenti, è altresì il bianco. Sono guerrieri spietati, nemici giurati dei draconici con cui sono in contesa da tempo immemorabile per il
controllo delle Terre Desolate. Sono profondamente devoti a Carak (che loro chiamano il Grande Padre, Hau-Dad) e famosi per il loro fervore
in battaglia e la Sacra Furia che li invade quando si tratta di difendere la propria terra e il proprio popolo (celebre è il loro grido di
battaglia, "Hau-Dad Shael! Hau-Dad Rashid!", che significa "Il Grande Padre è con noi, con i Rashiddin!"). Pronti al riso quanto alla rabbia
(quando si sentono disonorati) sono radicali nelle proprie decisioni: hanno, ad esempio, un altissimo concetto della fedeltà al proprio capo,
per il quale non esitano a sacrificarsi con gioia, e dell’amicizia (per un rashiddin il vero amico è fratello di sangue). Sono anche
estremamente superstiziosi e ripudiano la magia in ogni sua forma, facendo gli scongiuri quando incontrano un mago. "I loro nomi sono di
tipo arabo: un esempio è il nome del più famoso rashiddin dei tempi recenti, Ismail ibn Jusef al-Rashid, il cui nome significa “Ismail figlio
di Jusef , della tribù di Rashid”;
egli era il Guerriero Sacro della tribù, colui che giunto il momento del trapasso è investito dell’onore di indossare la Tunica Sacra, la più
importante reliquia per i Rashiddin, che difenderà il suo spirito nel cammino irto di rovi verso l’Oasi del Riposo dei Guerrieri, al cospetto
di Hau-Dad. Solo i più colti riescono a parlare bene la Lingua Comune, ma tutti la parlano con il loro tipico accento “arabo”, utilizzando
spesso termini rashiddin (soprattutto quando sono arrabbiati!). I rashiddin di Asi, pur mantenendo intatti i legami famigliari e d’amicizia con
il resto della tribù, si considerano ormai – chi per un motivo chi per l’altro – cittadini della Bianca Città e soldati dell’armata.