Dunamis

Il regno della sacra alba


Il Regno

Secondo alcuni storici il regno di Albreen fu il più maestoso mai apparso da quando i mortali hanno memoria. Governato da una monarchia illuminata, fece fronte alla minaccia del Velo con tutto ciò di cui disponeva, nel vano tentativo di arrestarne l’espansione.
Da questo antico regno, Dunamis ne ha ereditato il rigore nei costumi e la fervenza nella devozione.

Le sacre reliquie

Quando la voce degli dei ha abbandonato il mondo a seguito della comparsa del velo, la scintilla della speranza e della fede delle genti di Albreen prima e Dunamis dopo è perdurata grazie al potere inestinguibile delle sacre reliquie, ultimo segno dell’esistenza degli dei. Dalle varie forme e materiali, questi strumenti di potere divino rispondono alle invocazioni dei sacerdoti e paladini, i più ferventi membri dei Sacri Guardiani. Il potere degli Dei non è però alla portata di tutti e spesso reca gravi conseguenze a chi si serve di esso.

SOCIETA' E TRADIZIONI

A Dunamis la fede negli dei non è solo questione di religione, ma anche di patriottismo: condividere le cerimonie religiose è motivo di unità e coesione per tutto il popolo. Per questo motivo i regnanti e la nobiltà sono sia guide spirituali che politiche.
L’ateismo è un vizio non tollerato ed i sacerdoti considerano inferiori di rango i chierici degli altri regni, dove la fede viene vissuta solitamente senza il fervore dovuto: un'attitudine profondamente sentita che mai scade in una condotta di convenienza. Si dice tra gli altri popoli della valle che la fierezza di un paladino di Dunamis sia superata solo dalla sua superbia.
Nessuno si sognerebbe mai d’infrangere la legge imposta e disattendere alla parola data, contravvenire all'etichetta o sovvertire l'ordine sociale di Dunamis.
Quando sorge una contesa, dalle dispute territoriali e d’onore ai quotidiani diverbi tra cittadini, sono le armi a decidere da che parte stia la ragione e dunque il volere degli dei: duelli o combattimenti ben regolamentati non sono rari e si svolgono sotto lo sguardo attento dei sacerdoti.
Visto che i mortali hanno già deluso una volta gli dei e le conseguenze le stanno pagando tutti con la comparsa del Velo, una cosa viene costantemente ricordata dai Sacerdoti del regno: “come ogni mattina dona al mondo una nuova alba di luce, Dunamis non permetterà che una tale vergogna si possa ripetere.”
Le cariche sacerdotali, anche se private per secoli del contatto col divino, restano fondamentali nella vita dei dunamiani: tutti si rivolgono a loro per ricevere consigli ed essere confortati in attesa che gli dei tornino a posare nuovamente il loro divino sguardo sui mortali.

IN GUERRA

La forza dell’esercito è principalmente composta da combattenti pesanti in armatura scintillante, supportati abilmente dalla perizia degli incantatori magici e dai Sacri Guardiani. Dunamis vanta un esercito regolare abile quindi in molte forme di combattimento, con l’unica eccezione per le armi da fuoco che sono scarsamente utilizzate. I sacerdoti ancora privi del potere divino supportano l’esercito in ogni suo spostamento.

Geografia e ricchezze

Dunamis sorge nella rigogliosa pianura dorata che confina con i territori del regno di Noctua: le montagne della Bruma fungono da barriera naturale, fino al valico del Velo dove sorge l’ultimo avamposto fortificato di Forte Fidei. Il fiume dell’Airone fluisce fino ai confini della città per poi sfociare nel lago di Odom Rak.
Oltre alla fede, è fondamentale il ruolo della terra coltivata, il secondo tesoro più importante di Dunamis dopo la propria fede negli dei. Ammirati e stimati a Dunamis sono anche i mercanti, uomini che affrontano viaggi pericolosi per valorizzare i frutti del lavoro dei fedeli.

“Ringraziamo gli dei che ci danno la forza di resistere alle creature del Velo, e ringraziamo le madri di Dunamis che partoriscono figli forti e coraggiosi che una volta terminato l'addestramento a Forte Fidei andranno a rinfoltire le file dell'esercito del Re. I loro padri non vogliono alcun ringraziamento: li attendono nell'Ombra per conoscere se, come loro, saranno morti per difendere la propria fede.”

Bramante di Alena -discorso al popolo-