Erendia

pionieri del domani


Il popolo

Il popolo Erendi nacque dalle ceneri del Regno di Kyros, dopo il quale nel primo decennio dall’avvento del Velo crebbe un folto gruppo di pionieri ed eruditi. Scappando dalla devastazione del regno ospitante, si rifugiarono in un caravanserraglio abbandonato dove i superstiti si riorganizzarono senza indugio per mantenere viva la speranza.
Con il nome di "Sodali di Kyros" posero le basi per una società orientata verso l'esplorazione dei territori, la riscoperta di conoscenze perdute, l’approfondimento di arti e mestieri e la ricerca di innovazioni, al fine di adattarsi al meglio ad ogni situazione e affrontare tutte le avversità con il proprio ingegno.
Furono i loro Pionieri a scoprire il tempio della Dea Numea, futura sede della cittadella.
Nella cittadella contribuirono alla costruzione di numerose opere, durante le quali fecero importanti ritrovamenti archeologici fondamentali per la costituzione di quella che da allora fu ribattezzata come la società di Erendia.

La ricerca e il genio

Tra i loro obiettivi c'è quello di recuperare quanto più possibile del passato perduto, lasciare un segno individuale e collettivo nel presente e trasmettere alle generazioni future lo spirito che ha permesso agli Erendi di sopravvivere e distinguersi. Istituzione famosa e importantissima per il popolo Erendi è il Gymnasium, accademia appoggiata e sostenuta da numerosi Mecenati che si occupa di raccogliere, preservare e divulgare tutte le ricerche effettuate e le eccellenze conosciute.
Durante gli scavi riportarono alla luce un materiale dalle misteriose proprietà incantate ad oggi noto come il Genio. Le gocce di Genio se assimiliate alla scintilla vitale sono fonte di svariati prodigi.

Società e tradizioni

Nella Società di Erendia, per Sodalizio si intende un gruppo di cittadini di varie estrazioni sociali che si sono distinti per il loro contributo al regno: tra cui nobili di nascita o per rango acquisito che prendono il nome di Mecenati. Tra i loro compiti quello di eleggere ogni 10 anni la massima autorità governativa: i tre Depositari, “eletti da e per il Regno”. Chiunque può essere eletto, purché si dimostri capace e totalmente dedito a perseguire gli interessi di Erendia. Se uno dei Depositari dovesse volutamente andare contro agli interessi di Erendia subirà la più dura delle punizioni: la Damnatio Memoriae.
Per i reati minori, la giustizia viene amministrata dai Comes, i governatori della torre a capo del tribunale cittadino nominato dai Depositari. I crimini più gravi richiedono un secondo giudizio dal concilio dei Sodali presieduto da un Depositario.
La fede ad Erendia è una questione privata. Non è vietata, ma viene disincentivato il proselitismo in pubblico: la professione del credo è limitata alle proprie dimore o ai luoghi di culto dedicati. Questo perché in passato la convinzione di essere stati abbandonati dagli Dei ha pesato sull'approccio alla fede, ad oggi comunque pacificamente tollerata. Gli Erendi mantengono anche un certo distacco dalla magia, preferendo sfruttare il potenziale di oggetti e manufatti.
Gli Erendi amano vestirsi in modo pratico e fine, arricchendosi di vari orpelli e aggeggi per lo più utili alle loro attività: una lente di ingrandimento, un grimaldello o una scorta di reagenti in ogni cucitura del tabarro.

IN GUERRA

Gli Erendi sono soliti scendere in battaglia con il fiore all'occhiello delle loro scoperte ed innovazioni in campo bellico, le armi da fuoco. Non disdegnano tuttavia altre forme di combattimento e l’uso di ogni tipo di armatura, sebbene prediligano in virtù della loro indole di esploratori e viaggiatori un assetto discretamente leggero.

Geografia e ricchezze

La società di Erendia si stabilì sulle sponde e nei dintorni del Lago Erend sull’estuario del fiume Airone.
La cittadina è un groviglio di vie: la vivace zona portuale è costellata di edifici a vari livelli che fungono anche da organizzatissimi magazzini. Non è raro trovare locande e taverne arrangiate nei sottoscala di questi depositi. Il regno inoltre vanta molte attività tra le quali quella agricola, vinicola e mineraria.
Tutti una volta nella vita dovrebbero camminare da soli in una fredda sera tra le vie lastricate di Erendia, avvolti dalle tremolanti luci delle lanterne che si fondono con il cielo stellato.

"Il Presente, è la proiezione del Futuro che vorremmo creare, disegnato attraverso il Passato che conosciamo"

Dal discorso della depositaria in carica Amelia, in occasione dell'apertura dell'anno Accademico al Gymnasium